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Alessandro Cives al Maker Faire con il Regolo tonale. (11 novembre 2017).

Regolo tonale di Alessandro Cives. Strumento utile alla trasposizione delle note musicali sulla scala tonale.Dal 1 al 3 dicembre 2017, Alessandro Cives durante la V Edizione del Maker Faire presso la Fiera di Roma, esporrà, in qualità di inventore, il Regolo tonale da lui stesso ideato, disegnato e denominato. La realizzazione del prototipo e dei primi modelli è stata possibile grazie alla collaborazione dei ragazzi di Smart Lab (Fab Lab di Roma). Si tratta di uno strumento utile ad individuare più facilmente e più velocemente le giuste note nella composizione o nella esecuzione di un brano musicale di cui per necessità si è dovuta cambiare la tonalità. Il Regolo tonale è un'invenzione frutto della esperienza e della ricerca di Alessandro Cives soprattutto in ambito compositivo.

http://www.makerfairerome.eu/it/espositori/?ids=2262

 

 

 

 

Alessandro Cives realizza la sua prima video arte intitolata "La ricerca". (15 novembre 2016).

E' on line La ricerca! Video Arte Ideata e realizzata da Alessandro Cives nel Novembre del 2016. Ideazione, illustrazione e realizzazione grafica di Alessandro Cives. Animazione di Alessandro Cives. Musica: Spleen a Pigneto (Alessandro Cives). Tecnica e stile: Pixel Art. Tipo: Video Art.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Rose celesti” di Alessandro Cives: uno sguardo malinconico ed onirico. Recensione. (26 agosto 2014).

Una scatola di ricordi e fotografie che, tirate fuori, una ad una, mandando avanti traccia dopo traccia, evocano sorrisi e tenerezza. Rose celesti è il primo album solista di un cantautore e artista a tutto tondo romano, Alessandro Cives. L’album tematico, autoprodotto nel 2008 e riedito nel  dalla casa discografica Terresommerse, è magmatico: una lava densa di significati nascosti tra gli accordi, tra arrangiamenti semplici e irruenti al tempo stesso. I testi, malinconici, a volte onirici, sono l’accompagno di un artista che ha sempre la testa tra le nuvole, e che per nulla al mondo scenderebbe tra noi tutti, /gli altri/ a spiegarci le meraviglie del suo pianeta, del suo mondo. I brani narrano piccoli e grandi sentimenti, drammi quotidiani e incontri tra giovani, raccontano sensazioni. Ma è solo un’impressione! Dietro c’è molto di più e questo è l’enigma-Cives, la figura e l’emblema di un personaggio, di una persona e di un artista che va oltre l’apparenza. Un disco che va scoperto oltre le note e oltre le prime impressioni, un album che non si accontenta di un primo ascolto, ma che rimane evocativo anche quando si sanno tutti i testi a memoria. Ad un primo impatto non risulta un album facile perché può risultare sgradevole, acerbo. Nel caffè di Andy ha un bel sound, un ritmo incalzante con motivi alti e bassi, modulati dalla voce. È una traccia vintage: ricorda molti oggetti degli anni Settanta / Ottanta, dagli “autobus verdi” (cit. film “Fantozzi”) ai telefoni a gettoni, dalle nevicate abbondanti a Roma e le scuole chiuse. Il lessico mirabolante, stroboscopico, ricorda un giro alle montagne russe tanto che  “sembra di stare in una giostra”, una storia che non è una storia, parole che ricordano di soppiatto i testi dei Subsonica. Il folk che fuoriesce dalla traccia Di qui recupera un amore per la bella musica anni Sessanta e Settanta, dal folk dylaniano all’armonica di Lennon. Dolcissima anche l’immagine che ci facciamo del protagonista nella quarta storia in cui “Jennifer era già sposata”: Amori che vanno e vengono amori che distraggono e concentrano. Scopriamo in Alessandro una grande forza di spirito e di volontà, una passione che non si accontenta di fare pubblico ed audience, ma che varca le possibilità della sua stessa vita. Ancora più malinconica, con un tono più dimesso e con una chitarra che vuole gracchiare sulle corde dell’affetto, è la traccia Il guardaroba di Arlette, in cui la protagonista “dici scusa e intanto tu preparata sei/non per me”. Relazioni improbabili, o semplicemente finite. Qui, la sua voce si fa suadente, provocatoria, un dialogo a bassa voce per ricordare, o rimpiangere? un dubbio: “Ora che cos’hai deciso di fare di me io/ non lo so. (..) E metti il trucco forte, dolce e deciso per/ scordarti di me”. Melody è una strimpellata al mare: lo si sente dalle onde di sottofondo, cornice di una ballata de andreiana, solitaria e armonica. L’incipit ricorda l’accordo iniziale di “Quattro cani” di Francesco De Gregori. Passi, emozioni sottili, tra azioni banali, quotidiane e cose non importanti che sono la cornice di un fondo perduto, di un barile ricco di petrolio. Non c’è solo Cives in questo album ma c’è tutta la sua cultura musicale, che non sempre viene ripresa negli arrangiamenti, anzi, quasi mai, perché come mi ha detto una sera “Io so quello che voglio, so cosa voglio che si senta nel disco”. Echi. Alessandro è un ragazzo che ci crede ancora, in un mondo migliore, in un futuro compatibile, e che ha bisogno di crederci nelle sue idee: “le mie idee erano solo idee/e ora guardale”. Un ragazzo che forse ha sofferto nella sua vita e che però ha trovato la via giusta. Ma non siamo qui a fare di questo piccolo capolavoro un’analisi freudiana. “Io passo di qui, non vedi che io/ non mi fermo mai”. Enigma e sentimento, passione e piccole storie ma alla fine dell’album, ancora dobbiamo capire cosa sono le rose celesti, binomio che in ogni testo viene ripreso. E forse non lo capiremo mai. Arrangiamenti di Alessandro Cives e Libero Volpe. Registrazione: maggio/ottobre 2008. Mastering: novembre 2008. Prodotto da Fabio Furnari. Edizioni Terre Sommerse.

Elisa Longo (Oubliettemagazine).

http://oubliettemagazine.com/2014/08/26/rose-celesti-di-alessandro-cives-uno-sguardo-malinconico-ed-onirico/

 

 

 

Viaggio nella cultura zen: intervista a Alessandro Cives, cantautore creativo romano. (12 agosto 2014).

Alessandro Cives, come ti definiresti? Dal punto di vista umano, culturale e musicale?

“Una persona molto curiosa e fantasiosa, per avere curiosità ci vuole fantasia secondo me, dal punto di vista umano un ingenuo e dal punto di vista musicale un semplice creatore di storie, quindi un cantautore.”

Da quando fai musica?

“Dal 2001, da quando ho ritenuto di essere in grado di scrivere canzoni autoriali, autonomamente. Ho cominciato nel 1995/6, le prime volte che accordavo qualcosa, che mettevo le dita sulle corde. Usavo una chitarra classica, ma il motivo per il quale ho cominciato non mi fa molto onore: non avevo un interesse sulla musica, volevo fare colpo su una ragazza! È andata a finire che con la ragazza non ci sono mai stato, e con la musica ci vivo tutti i giorni!”

“Era il 2007, quando suonavo nei Linea B, band da me fondata e da altri affondata. Non dimenticherò mai questo progetto. Oggi sono molto diverso da allora, migliore? peggiore? boh...”

Alessandro, mi spieghi che cosa sono i giardini zen ?

“Nascono nei paesi dell’estremo Oriente: Cina, Giappone, Corea, Vietnam, e sono legati alla cultura e alla filosofia Zen, buddista. Sono giardini non coltivati, sono fatti di sola sabbia e possono essere molto grandi! Si trovano anche nei monasteri buddisti, grandi quanto dei giardini normali, fatti di sabbia e di sassi; con un rastrello viene curato dal monaco adibito a questa cura.  In Italia la cultura zen non c’è, o meglio, non è accolta come in quelle terre. L’oggetto “giardino zen” è importato artificiosamente, come giocattolo occidentale, per il pubblico europeo. Quindi, nell’Occidente, ha perso di valore, mentre dove è nato continua ad avere una forte simbologia. Noi importiamo tutto e, importando, rendiamo tutto prodotto, giocattolo e cosa da poco. Consumismo. A fine anni 90, inizio 2000, c’è stato un boom di vendita di questo tipo di prodotti etnici e anche misteriosi, comunque fuori dal quadro dell’oggettistica comune, italiana ed europea. A me è sempre piaciuta l’idea di un giardino zen, anche se non mi lego alla cultura buddista. Essendo un creativo, mi piace rastrellare questo piccolo quadratino di sabbia! Si possono creare forme geometriche disegni, puoi inventarti un mondo! È un modo per uscire dalla quotidianità, spesso grigia e noiosa.”

E dimmi, che funzione hanno?

“Liberano la mente dai pensieri, e hanno la funzione di alleggerimento dell’anima. Il giardino toglie la pesantezza delle preoccupazioni. La mia canzone che si chiama, appunto, ”Giardino zen” è un elogio a questo prodotto occidentalizzato, molto più piccolo perchè ne ho uno anche io e mi diverto a immaginare, a sognarci, a disegnare, a creare. - Mi sento quasi un piccolo re di un piccolo mondo fatto di sabbia - cita il suo brano. La canzone parla del mio giardino zen dove io amo creare, disegnare, considerare che in un giardino zen, amo anche immaginare che ci si possa atterrare con un piccolo aeroplano in miniatura e che tutto questo possa benissimo sostituire la televisione. La canzone è stata scritta nel 2008, finita di registrare nel 2009 e pubblicata nel 2010.”

Alessandro, dove hai suonato di recente?

“Ho suonato in vari locali di Roma, dal Pigneto a San Lorenzo, alla Locanda Atlantide, alle Mura e anche in altre città, come Milano. Faccio musica da cantautore, ma a volte sono accompagnato da un bassista e batterista.”

Elisa Longo (Il Corviale).

http://www.corviale.com/index.php/viaggio-nella-cultura-zen-intervista-a-alessandro-cives-cantautore-creativo-romano/

 

 

 

Roma Uno intervista Alessandro Cives presso il Pigneto. (24 gennaio 2013).

Alessandro Cives parla ai microfoni di Roma Uno circa la serata svoltasi al Pigneto e circa i suoi progetti passati e futuri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Cives. (4 gennaio 2013).

Nella sua mente musica, arte e scritti camminano di pari passo. E per questo nel suo genere è unico. Poliedrico cantautore romano, Cives racconta di storie marginali, di quelle persone ritenute folli dalla società, da coloro che si considerano "normali". Diretto e semplice come la sua musica. Con la chitarra acustica e l'armonica è capace di trovare un suono semplice ma non per questo banale. Una ricerca costante per trovare quel suono nudo e totale.

(Post.it).

 

 

 

 

 

 

Alessandro Cives. Di qui. (5 giugno 2012).

E' on line: Alessandro Cives - Di qui. Video Clip ufficiale. Produzione video: Alessandro Cives e Francesca Romana Crisafulli. Regia e riprese: Francesca Romana Crisafulli. Storyboard: Francesca Romana Crisafulli. Montaggio e selezione immagini: Alessandro Cives. Interpreti: Alessandro Cives. Luogo: Roma. Girato tra dicembre 2011 e febbraio 2012. Elementi artistici, fotografici ed illustrazioni: Alessandro Cives, Antonia Dutoit, Tiziana Arras, Francesco Chiarosi, Daniele Vergaro e Daniele Vaccaro. Abbigliamento di scena: Zara man e Celio. Supporto e consulenza software iMac: Davide Andreoli.

Brano: Di qui (2008/2010 Ed. Terre Sommerse). Produttore ed editore musicale: Fabio Furnari. Produttore musicale esecutivo: Libero Volpe. Autore del brano: Alessandro Cives.

https://www.youtube.com/watch?v=npp10JYUTM8

 

 

 

Alessandro Cives. Vorrei. (20 gennaio 2012).

E' on line:  Alessandro Cives - Vorrei. Video Clip ufficiale. Produzione video: Anna Falciasecca. Regia e riprese: Anna Falciasecca. Montaggio e selezione immagini: Anna Falciasecca. Interpreti: Alessandro Cives e Paolo Sereni. Luogo: Milano. Girato a maggio 2011.

Brano: Vorrei (2008/2010 Ed. Terre Sommerse). Produttore ed editore musicale: Fabio Furnari. Produttore musicale esecutivo: Libero Volpe. Autore del brano: Alessandro Cives.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Cives. Senza tempo. (22 dicembre 2011).

E' on line: Alessandro Cives - Senza tempo. Video Clip ufficiale. Produzione video: Alessandro Cives. Regia e riprese: Alessandro Cives. Storyboard: Alessandro Cives. Montaggio e selezioni immagini: Alessandro Cives. Luogo: Roma. Girato tra novembre e dicembre 2011. Brano: Senza tempo (2009). Produttore musicale: Alessandro Cives. Produttori musicali esecutivi: Libero Volpe e Paolo Canzoni. Autore del brano: Alessandro Cives.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Cives. Nel Caffè di Andy. (7 settembre 2011).

E' on line: Alessandro Cives - Nel Caffè di Andy. Video Clip ufficiale. Produzione video: Alessandro Cives e Francesca Romana Crisafulli. Regia e riprese: Francesca Romana Crisafulli. Storyboard: Francesca Romana Crisafulli e Alessandro Cives. Montaggio e selezione immagini: Alessandro Cives. Interpreti: Alessandro Cives, Francesca Romana Crisafulli, MsPablyta, Paolo Sereni e Antonia Dutoit.  Luogo: La Porta Blu, Roma. Girato tra giugno e luglio 2011. Arredamento di scena: Ikea e Lego. Elementi ed illustrazioni di grafica digitale: Alessandro Cives. Si ringrazia MsPablyta per aver autorizzato e concesso l'utilizzo della propria immagine e del proprio materiale video. Citazioni ed estratti video: Il Tassinaro, Fantozzi, Rai Radio Televisione Italiana (Immagini di repertorio 1985).

Brano: Nel Caffè di Andy (2008/2010 Ed. Terre Sommerse). Produttore ed editore musicale: Fabio Furnari. Produttore musicale esecutivo: Libero Volpe. Autore del brano: Alessandro Cives.

 

 

 

 

Alessandro Cives Live Tour Rose celesti 2011. Intervista a cura di Kayenna. (13 maggio 2011).

Alessandro Cives si racconta. Dagli inizi a Roma nel 1992 fino al tour " Rose celesti"  2011...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Cives. Giardino Zen. (12 gennaio 2011).

E' on line: Alessandro Cives - Giardino Zen. Video Clip ufficiale. Produzione video: Annarita De Santis. Regia: Annarita De Santis. Storyboard: Annarita De Santis. Montaggio e selezione immagini: Danielina Vola e Annarita De Santis. Interpreti: Alessandro Cives, Arlette Brugnoli, Paola Frediani. Make up: Federica Guglielmo. Luogo: Roma. Girato il 3 ottobre 2010.

Brano: Giardino Zen (2008/2010 Ed. Terre Sommerse). Produttore ed editore musicale: Fabio Furnari. Produttore musicale esecutivo: Libero Volpe. Autore del brano: Alessandro Cives.

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Cives @ Radio Città Aperta. (5 gennaio 2011).

E' on line: Diretta radio su Radio Città Aperta di sabato 16 ottobre 2010 con Alessandro Cives, Giovanni Cerro e Sara K.

P.s. Mi scuso per la mancanza di sincronizzazione tra audio e video dovuta a ragioni di natura tecnica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rose celesti. Recensione. (3 ottobre 2010).

È da qualche anno che una nuova schiera di cantautori muove i propri passi sulla scena musicale italiana. Lontani anni luce da una certa retorica e verbosità della “scuola tradizionale”, i “nuovi” hanno fatto della naïveté una sorta di marchio di fabbrica. I due volti forse più noti di questo modo di scrivere sono Tricarico e Dente. Alessandro Cives, poliedrico autore romano attivo anche in campo artistico, per molti aspetti rientra anch’egli in questa categoria. Le canzoni del disco d’esordio Rose celesti (autoprodotto nel 2008 e oggi riedito da Terresommerse) presentano una buona dose di semplicità nell’arrangiamento e nella struttura; la chitarra acustica in primissimo piano sovrasta (quasi facesse da controcanto alla voce) spesso gli altri strumenti; i testi raccontano storie marginali e piccoli sentimenti personali; la voce non è per nulla impostata e anch’essa in qualche modo essenziale. Insomma, Rose celesti può al primo ascolto spiazzare, tutto sembra suonare molto “amatoriale” e “fatto in casa”. Ma è solo al secondo passaggio che ci si rende conto che naturalmente questa naïveté è una precisa scelta stilistica. Perché Cives – come dicevo prima – fugge la retorica e vuole imprimere sul disco l’essenzialità della vita. Rose celesti (espressione che ritorna in quasi tutti i brani) per certi aspetti è una sorta di concept in cui si racconta la storia (le storie) di persone poste (o che si pongono) al limite della vita, considerate folli dalla gente “normale”. Eccole le rose celesti, le rose che non dovrebbero esistere, gli sbagli di natura che non conoscono la fotosintesi clorofilliana. È rosa celeste la ragazza che «tira chicchi di riso/ sulle bare, durante i funerali» (Rose celesti), è rosa celeste Melody che «in questa foto è triste […]/ Che tenerezza/ quando si addormenta sola sulla tomba del padre» (Melody). Ma è chiaro, poi, che la rosa celeste per eccellenza è l’autore stesso che non solo si rispecchia in questi personaggi, ma è pronto a mettere in scena senza reticenze i propri dolori e le proprie fragilità: «Io nella la vita spesso ne ho perse di occasioni/ ed ho sbagliato, per questo ho dei rimorsi./ E ho abbandonato tutto, persino i miei ricordi./ E ho cancellato anche chi mi ha ingannato» (Di qui). Un senso di solitudine che può forse trovare conforto e rimedio in due versanti apparentemente opposti: il rifugio nel grembo protettivo di una qualche figura femminile (che però sembra sempre sfuggire): «Ti guardo mentre oscillano i tuoi messaggi e il decolté./ E dici scusa e ridi e intanto tu preparata ti sei…/ non per me» (Il guardaroba di Arlette); oppure nell’atarassia in un qualche guardino Zen in cui «poter essere un re» (Giardino Zen).

Andrea Podestà (L'Isola che non c'era).

http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/rose-celesti/

 

 

 

Alessandro Cives. Passi di maggio. (30 maggio 2009).

E' disponibile esclusivamente su richiesta via mail l'album EP Passi di maggio (2009) di Alessandro Cives.

 

 

 

Spot Ufficiale di Rose celesti. (30 maggio 2010).

 

 

Alessandro Cives. Rose celesti. (4 aprile 2010).

E' disponibile in vendita su I Tunes oppure ordinandolo presso i negozi di dischi o anche sul sito ufficiale di Terre Sommerse: Rose celesti di Alessandro Cives, album EP  prodotto e distribuito da Ed. Terre sommerse. (2008/ 2010).

http://www.terresommersegroup.com/store/p260/ROSE_CELESTI_-_Alessandro_Cives.html

 

 

 

Spot Ufficiale di Rose celesti. (4 aprile 2010).

 

 

Video reportage - Rose celesti street live show - Sanremo. (21/02/2009).

Reportage riguardante la quinta giornata a San Remo di Alessandro Cives.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Video reportage - Intervista su Radio Juke Boxe - Rose celesti street live show - Sanremo. (20/02/2009).

Reportage riguardante la quarta giornata a San Remo di Alessandro Cives

(Intervista su Radio Juke Boxe).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' aperto il Sito ufficiale di Alessandro Cives. (8 novembre 2008).

 

E' on line il Sito Ufficiale di Alessandro Cives: www.alessandrocives.it

 

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